Свято-Елисаветинский монастырь
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Per le strade della città...

Un giorno le sorelle, testimoni dell’eternità nella vita temporanea, sono uscite con le loro cassette delle offerte per le strade rumorose della città, ricordando con i loro paramenti bianchi che esistono ancora la luce, la castità, la misericordia. É sucesso alla Settimana Santa nel 1997. Non tutti si sentono pronti ad entare in chiesa per parlare con il prete, per alcuni è più facile rivolgersi ad una sorella, per rivelarle il proprio dolore o la propria gioia, per chiederle un consiglio.

Racconta la sorella K.:

- la gente viene da te per prima cosa quando ci sono delle grane in famiglia. Ti si rivolgono le mamme, :quando il loro figlio è malato o ha dei problemi, o è finito in prigione... Ti si rivolgono se stanno per sposarsi in chiesa. Purtroppo, le famiglie oggi stannno male... Ci sono tanti divorzi, accade che iniziano un processo. Invece un giorno si è avvicinata a me una signora, che aveva tre figli contro i quali aveva sporto querela affinché la mantenessero....

Le sorelle pregano e chiedono a Dio di conceder loro le parole necessarie per aiutare, consolare, confortare un uomo.

- Un giorno al mercato si è avvicinato a me un signore. Mi aveva girato a lungo attorno: vedeva che ero una sorella, ma non osava di avvicinarsi. Alla fine mi raggiunge e mi sputa in faccia tutto il suo dolore. Non aveva nessuno con cui parlare. Fatto sta che la moglie gli aveva dato il motivo di sospettarla di tradimento. E lui ha lasciato la famiglia. Ed io gli chiedo : “Ma ne è sicuro?”,e, pregando dentro di me, ripeto: “Dio, che gli dico?”. E mi viene in mente un caso della vita del vecchio Siluane: “uno dei suoi colleghi doveva andare a casa, ma era triste. Il vecchio gli chiede: “Perché sei triste?”, e lui: “Ecco, ho ricevuto una lettera, mia moglie ha avuto un bambino non mio”. Dopo aver riflettuto, il vecchio gli risponde: “Ma tu stesso quante volte sei andato in una ”casa chiusa”, mentre lei forse ha sbagliato una sola volta.... Perdonala...” E allora quello è tornato a casa ed è entrato, ma moglie si è nascosta col bambino e i genitori erano tristi. E lui invece ha fatto un inchino ai genitori, ha abbracciato la moglie ed è andato in giro per il villaggio, dicendo: “buono giorno, ecco sono io – è questo è mio figlio...” E tutto il villaggio era felice...” Questo è ciò che gli ho raccontato io.... Passa un po’ di tempo e lo vedo insieme alla sua famiglia al mercato... la moglie è andata avanti, mentre lui ha buttato dei soldini nella mia cassetta e mi ha ringraziata. Ecco Dio gli ha concesso la sua grazia.

Si può dire che ogni mattone della nostra chiesa – è un sacrificio, un dolore o una gioia, una richiesta di aiuto, una richiesta di una preghiera da parte di qualcuno.

La sorella 3:

- Noi, certamente, preghiamo. Diciamo il paternoster, mentre stiamo in piedi, poi quando incontriamo le con sorelle ed anche attraverso le richieste contenute nelle letterine...

E sicuramente se una sorella è in un negozio e vicino a lei sta lavorando la gente, comincia a pregare anche per loro.... Tutti hanno dei bisogni... E a poco a poco è come se la sorella diventasse un membro di questo communità. Poco tempo fa abbiamo anche benedetto un supermercato (“Hippo” – non so se era il caso). Era così commovente vedere tutti insieme: monache, sorelle, operatori... È vero che ci sono anche quelli che non pensano affatto all’esistenza della Chiesa nel mondo, mentre la preghiera benedice tutti, e chissà se la grazia di Dio toccherà anche loro. Sta scritto: “bisogna seminare, far crescere ci pensa Dio”.

Non tutti per le strade sono benevoli nei confronti delle sorelle. A volte si può udire delle parole scurrili e offensivi, alcune vengono addirittura sputate. Ma le sorelle rimangono pazienti, pregando e seguendo l’esempio di Cristo stesso: Signore, perdona loro, perché non sanno quello che fanno (Luca, 23:24). E Dio consola e dà forza.

- Ho fatto a piedi il percorso da piazza della Vittoria a piazza di Oktiabr’skaj) con la mia cassetta sul petto e non sono riuscita a trovarnmi un posto dove potessi accomodarmi. Attorno la solita folla, potete immaginare il loro stato d’animo. Lo capivo chiaramente che non avrei potuta sistemarmi da nessuna parte........ un vicolo cieco.... non posso far niente... e mi sono appoggiata al muro di una casa... era vicino al GUM.... e poi all’improvviso appaiano tre ragazzi. Mi mettonono i soldini nella cassetta e ognuno di loro mi dà un garofano.... Tutto il giorno sono rimasta con questi garofani...

Stanotte le serene piangevano
povera sorte umana,
e noi, oh Dio, siamo tornati da te
dopo una cupa e straziante prigionia

Arcivescovo Giovanni di San Francisco

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