(1 Cor. 13:12)
Ma viene tolto il velo e i contorni diventano sempre più distinti. La lotta per le anime è molto perseverante perché ogni anima, anche la più malata e esasperata, è più preziosa di tutti i tesori terrestri.
A distanza di 30 km da Minsk tra colline e boschetti si trova un villaggio Lysaia Gora. Dio ha voluto che questa terra fosse stata assegnata al monastero per la fattoria agricola. Così è nata la fattoria del monastero. Dio ha dato la terra ed ha portato anche gli abitanti...dalle stazioni, dagli ospedali, dai reclusorii, dalle cattive compagnie. Le anime vagano per il mondo... Come sono venute qui tutte queste persone?
Loro cercavano asilo, rifugio, vitto. Ma hanno trovato una vita nuova, hanno trovato Dio. Acquistando la fede l’uomo comincia a capire dove va. Prima la stada si vede oscura. Vedo gli uomini poiché vedo come degli alberi (Marco 8:24). Ma il Signore ti prende per la mano e ti guida basta fare un passo incontro.
Si coltivano le terre abbandonate, si ammolliscono i cuori pietrificati. Alcuni costruiscono le case, alcuni fanno il pane, altri segano l’erba. Il giorno di lavoro si comincia e si finisce con la preghiera. I fratelli ogni giorno leggono l’acatisto davanti all’icona della Madonna “Il calice inesauribile”. È stato già costruito il tempio in onore di questa icona – adesso si svolgono i lavori all’interno, sta per finire la costruzione del caseggiato per i fratelli e del refettorio.
Mitrofan Serebrianski
Dio, noi sappiamo che Tu custodisci ogni anima. Insegnaci a conoscere la Tua Volonta`, insegna a ringraziare, sopportare, perdonare e amare, dacci la forza di rimanere davanti a Te. Tu che puoi, salvami.(salmo 118:94)
Non si sa la fine della strada. Forse davanti c’è un dirupo... O c’è ancora tanto da camminare...da strascicare. Importante è non deviare il cammino, non rimanere sul ciglio della strada.
Certo che non va tutto bene alla fattoria. Le difficoltà ci sono e ci saranno sempre. Qualcuno non ce la fa e se ne va, qualcuno è chiesto di lasciare la fattoria. Comunque la casa comune si sta formando, la famiglia cresce, la gente si trasforma.
La monaca del monastero di Gomel a malpena ha riconosciuto in uno degli abitanti la persona che credeva un fallito disperato.
I fratelli lavorano sotto tutela delle suore. Certo che non è facile. Molte suore dicono che la fattoria è un’afflizione costante.
Una volta alla settimana viene il prete, tutti gli abitanti si confessano, la mattina si serve la liturgia, per adesso in una chiesa a domicilio.
Nella stessa chiesa i fratelli leggono senza sosta a turno il libro dei salmi.
Nonostante tutte le difficoltà la vita va avanti. È costruito il tempio, il caseggiato, il refettorio, è stata rifatta la vecchia fattoria, piantato il giardino. È stato anche organizzato un canile: da Kolomna sono stati portati i cagnolini del pastore dell’Asia Centrale. A volte bisogna solo aspettare, non scoraggiarsi quando pensi che il risultato non vale la pena, che le forze sono sprecate inutilmente per qualcosa di poco fruttifero.
In futuro si pianifica la costruzione di un villaggio per gli orfani (alcuni di loro abitavano per qualche tempo nella fattoria) e un centro di riabilitazione per i tossicodipendenti.
Possibile che tutte le fatiche non saranno in vano anche se una sola persona su mille sarà salvata e avrà la vita eterna.




